Filtraggio del vino: tecniche e materiali per ottenere un vino a prova di sommelier

Filtraggio del vino: tecniche e materiali per ottenere un vino a prova di sommelier
Filtrare il vino: che questione controversa... Eppure gli etruschi, i greci e gli antichi romani lo filtravano per poterlo bere limpido, come doveva essere il nettare degli dei. Ma oggi a cosa serve effettivamente usare i filtri? Chi fa il vino in casa può trovare facilmente in commercio tutta l'attrezzatura necessaria per fare il vino buono in perfetto stile fai da te. Un vino che sia veramente buono deve però essere filtrato con i dovuti accorgimenti, i giusti filtri e intervenendo col filtraggio nel momento più opportuno. Scopriamo allora in questa breve guida come fare per ottenere un vino che farebbe bella figura se assaggiato da un sommelier.

A cosa serve filtrare il vino

Filtrare il vino è utile per mantenere inalterate nel tempo le sue caratteristiche organolettiche: occorre filtrarlo per renderlo limpido e privo di impurità. I depositi del vino cadrebbero naturalmente sul fondo dei recipienti se il liquido venisse lasciato riposare per lungo tempo ma spesso queste tempistiche non vengono rispettate e i depositi rimangono in sospensione. Il filtraggio serve a togliere dal vino elementi indesiderati come le fecce, ossia i residui dei grappoli, la polpa, tartrati e lieviti ma anche batteri dannosi.

Quando filtrare il vino

Il momento adatto a filtrare il vino è quando lo si vuole imbottigliare, quando sta per fermentare e dopo averlo pastorizzato.

Come si filtra il vino torbido

Ci sono 2 modi per filtrare le impurità che rendono il vino torbido:

Filtro per setacciamento: filtrazione superficiale in cui i depositi restano sulla superficie del filtro.
Filtro per assorbimento: filtrazione di profondità in cui i depositi penetrano all'interno delle fibre del filtro.

Filtrazione vino a cartoni

Una tecnica comune per chi fa il vino in casa consiste nell'utilizzare cartoni filtranti assorbenti di vario spessore e con differente dimensione dei pori.

Le diverse porosità servono a filtrare le particelle indesiderate che sono più piccole della grandezza dei pori. Il materiale utilizzato è invece composto in prevalenza da cellulosa e cotone perchè hanno un elevato potere assorbente. In questo modo il vino filtrato passa attraverso le fibre ma le impurità vengono trattenute dal filtro cartonato. I filtri con pori di grandi dimensioni hanno azione chiarificante perchè trattengono il grosso del deposito rendendo meno torbido il vino. I pori piccolissimi hanno invece azione sterilizzante perchè impediscono il passaggio di batteri e altri organismi microscopici che fanno <<andare a male>> il vino.

Il significato di filtrare il vino

Filtrare il vino è un processo che si usa fare per dividere la parte liquida da quella corposa attraverso delle opportune membrane porose di materiale assorbente. Ma al di là di questa definizione tecnica, il significato del filtraggio è dare al vino un aspetto limpido e privo di sedimenti mantenendo intatto il suo colore originale che ne caratterizza la tipologia e la denominazione.

Filtrare il vino si o no

La filtrazione del vino è una questione controversa sebbene abbia origini antichissime.
Oggi si utilizzano tecniche innovative, grazie a macchinari di ultima generazione facilmente reperibili in commercio, mantenendo tuttavia le pratiche di un tempo che fanno parte della grande tradizione enologica made in Italy. Eppure c'è chi ancora si domanda se filtrare il vino sia o meno una buona soluzione. In realtà la risposta a questa domanda dipende dalla qualità dell'uva, dalla quantità di particella in sospensione in origine nel vino travasato, dal materiale usato per filtrare e dalla bravura nell'eseguire la tecnica.
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