Cosa comporta la Brexit per i caseifici pugliesi oltremanica

Cosa comporta la Brexit per i caseifici pugliesi oltremanica

Un caseificio pugliese rappresenta oggi, nell’immaginario collettivo, la quintessenza della produzione artigianale di manufatti caseari. Burrate, mozzarelle, trecce, nodini, formaggi freschi e stagionati, affumicati: ci sono proposte per tutti i gusti, sapori unici apprezzati in Italia e nel mondo. E proprio alla conquista del mondo che la Puglia è partita ormai da diversi anni utilizzando un’arma non convenzionale, ma potentissima: la cucina e le maestranze artigianali che da generazioni portano avanti una tradizione casearia e culinaria di prim’ordine. Tutto questo, però, potrebbe diventare un privilegio di pochi nel Regno Unito, dove la Brexit rischia di compromettere seriamente un importante mercato: quello delle importazioni di materie prime da altri stati. Uno su tutti l’Italia, da cui appunto provengono gli ingredienti più pregiati per la produzione di mozzarelle e altri derivati del latte.
 

Conseguenze della Brexit su un caseificio pugliese nel Regno Unito

La nostra realtà è privilegiata dal punto di vista culinario: grazie alla disponibilità sul territorio delle migliori materie prime, possiamo accedere alle specialità tipiche nostrane a prezzi davvero vantaggiosi rispetto a quanto accade nei paesi stranieri. Sono tanti gli esempi presenti su tutta la penisola, come il caseificio pugliese Murgella (Caseificio Palazzo), eccellenza italiana nella produzione di mozzarelle, burrate, giuncate e affini che permette, attraverso una rete di distribuzione capillare (grossisti, supermercati, alimentari, ecc.) di far giungere le proprie specialità nelle diverse zone d’Italia.

Un processo analogo, con le attività di importazione sorte nel Regno Unito per smistare la merce all’interno dello stesso - modello ripreso oltremanica in seguito all’ormai crescente richiesta di prodotti made in Italy - rischia di subire una battuta d’arresto a causa delle limitazione causate dalla Brexit.

Il famoso processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe portare, tra le varie conseguenze, anche un’impennata nelle tariffe doganali, con dazi quindi molto più alti per le materie prime di importazione.

Il rischio, reso ancora più concreto dopo che il Parlamento inglese ha bocciato la proposta di accordo tra il Primo Ministro Theresa May e l’UE, potrebbe portare alle stelle il costo del formaggio: quasi 1700 euro a tonnellata.

Gli importatori di mozzarelle e latticini si troverebbero di fronte ad una situazione complessa anche perché, oltre ai costi, si dilaterebbero anche i tempi di attesa in dogana: un fatto inaccettabile, che minerebbe la freschezza e la genuinità distintive dei nostri prodotti.  

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