“Mancano camerieri, non vogliono lavorare”, allarme lanciato dai ristoratori: notizia incredibile

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Una situazione delicata nei ristoranti italiani: dopo due anni di restrizioni, i ristoratori non riescono a trovare camerieri

La pandemia ha sconvolto in maniera particolare il settore della ristorazione con cambiamenti notevoli arrivati negli ultimi due anni. Ora manca la manodopera a partire dal reclutamento dei camerieri e dei cuochi.

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I ristoratori di tutt’Italia hanno lanciato l’allarme visto che non riescono a reclutare più facilmente camerieri e cuochi. Un problema che è subentrato specialmente dopo la pandemia con i problemi che si sono venuti a creare negli ultimi due anni. Inoltre, dal punto di vista dei giovani c’è il problema paga oraria che non risulta adeguata: così c’è un confronto acceso tra le due parti.

I ristoranti stanno attraversando così un momento davvero tosto come svealto Federico Vestri, presidente dei ristoratori dell’associazione commercianti di Arezzo, che ai micrfooni di ArezzoNotizie ha svelato: “La situazione è drammatica”. Successivamente è entrato nel dettaglio analizzando la dinamica dall’interno. “Personalmente ho bisogno di quattro, cinque, addetti tra sala e cucina. Sono mesi che lavoriamo con meno personale di quanto ne avremmo bisogno. Alcuni colleghi hanno rinunciato a prenotazioni perché non potevano regolare il proprio servizio in sala e in cucina”. Una tragedia incredibile dopo due anni di pandemia sconvolgente.

Ristoranti, i problemi con camerieri e cuochi

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“I giovani di oggi non vogliono sacrificarsi”, questo è l’allarme lanciato dagli imprenditori. Molti non vogliono lavorare di sera o nel weekend visto che ormai sono soliti uscire con le rispettive fidanzatine. Una parte, invece, preferisce di lavorare in nero per non perdere i vari sussidi dello Stato: una situazione davvero drammatica che si è venuta a creare negli ultimi anni, di pari passo con la pandemia per Coronavirus che ha stravolto il mondo della ristorazione per altre dinamiche.

Così lo stesso presidente Fipe Emilia Romagna, Matteo Musacci, ha rivelato il suo punto di vista: “Molti percepiscono redditi speciali (disoccupazione o reddito di cittadinanza) e così non vogliono perdere la loro sicurezza. Intendono così lavorare in nero per poter percepire entrambe le retribuzioni, ma risulta una dinamica illegale”. Infine, secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere – Anpal, non c’è soltanto il mondo della ristorazione ad incontrare difficoltà nel reclutare personale. I problemi appartengono anche ad altri contesti, come per esempio l’operaio specializzato, il tecnico informatico, un artigiano nel settore delle costruzioni o un saldatore. Ogni piano va così rivisto in ottica futura per trovare una soluzione alle varie difficoltà incontrate finora.

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