Olio di palma: lo sapevi che si nasconde nei cibi che consumiamo ogni giorno?

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L’olio di palma è l’incubo dei salutisti. Ma la verità è che lo consumiamo ogni giorno, anche quando non ce ne rendiamo conto.

Fino a poche decine di anni fa la presenza dell’olio di palma nella maggior parte degli alimenti e dei cibi confezionati e venduti dai supermercati non sembrava essere un grande problema. È solo di recente, grazie anche ad una maggiore consapevolezza alimentare e una maggiore attenzione a quello che consumiamo, che questa materia è diventata un incubo vero e proprio.

La maggior parte delle campagne pubblicitarie dei prodotti, infatti, tenevano a specificare l’assenza di olio di palma, che i consumatori erano arrivati a temere alla pari di altre sostanze dannose o conservanti chimici. Ma la verità, ahimè, è che oggi ne consumiamo tanto, anche senza volerlo. Com’è possibile?

Olio di palma: perché oggi ne consumiamo tanto?

Il fatto che negli ultimi mesi il consumo medio di olio di palma si sia alzato di parecchio rispetto a prima ha anche a che fare con la guerra in Ucraina. Le due cose sembrano lontanissime tra di loro ma i conflitti, vicini e lontani, hanno sempre conseguenze che vanno ben oltre quelle contingenti e terribili delle popolazioni direttamente colpite, in questo caso gli ucraini.

olio girasole

Un degno sostituto dell’olio di palma, infatti, è l’olio di girasole, meno pericoloso per la salute e, soprattutto, meno temuto dalla maggior parte dei consumatori. La presenza di olio di semi di girasole non genera panico e non spaventa il cliente, quindi è in ogni caso preferibile, sia per ragioni salutari, sia di mero marketing. Ma olio di girasole viene principalmente dall’Ucraina e oggi, con il conflitto, le esportazioni sono sostanzialmente bloccate fino a data da destinarsi. Kiev, la capitale dell’Ucraina, è infatti il principale produttore di questo olio e la mancanza di scorte, dovuta proprio all’offensiva russa, ha costretto molte aziende a ripiegare, ahimè, su quello di palma.

Il problema sorge quando le etichette dei prodotti non sono trasparenti. Le etichette provvisorie che ancora non indicavano la presenza dell’olio di palma sostituito a quello di girasole devono essere sostituite entro breve, nel giro di due mesi circa, come ha ordinato il Ministero, sempre in un’ottica di trasparenza nei confronti del cliente e del consumatore. Questa è una delle caratteristiche più importanti per le aziende, per mantenere la fedeltà al brand da parte del consumatore e attirare sempre nuovi potenziali o effettivi clienti.