Supermercati, il prodotto più rubato dai clienti: non immaginerete mai qual’è

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Secondo la Coldiretti fra i tanti prodotti italiani, ne esiste uno che è più imitato. Si tratta di furti a livello internazionale.

Le imitazioni a livello culinario sono molto note, ma non fanno assolutamente bene ai mercati dei prodotti originali. Fra questi ultimi italiani, ve ne è uno che subisce troppo questo furto. La Coldiretti lo conferma, mettendo in allarme i produttori ed i consumatori. Un vero e proprio salasso all’economia nostrana, che si sta cercando di arrestare in diverse modalità.

Bandiera Coldiretti a Rovigo
Una bandiera della Coldiretti in mezzo alla campagna (AdobeStock)

Fondata il 30 di ottobre del ’44 da Paolo Bonomi, si è eretta a difesa dei piccolo imprenditori agricoli. Si tratta di un sindacato che, con il tempo, si è affermata come prima associazione agricola nostrana. Sono 1,6 milioni le persone che rappresenta nel nostro paese e possiede circa il 70% di iscritti alle camere di commercio fra le tante organizzazioni che la rappresentano.

Quello che mette in risalto in un rapporto sui furti è inerente a un’associazione a delinquere organizzata che rivende il suddetto prodotto nel mercato nero. Un profondo danno ai produttori, che affrontano, oggi più che mai, una crisi economica di alto livello. Inoltre, viene messo a rischio anche il futuro di tale bene nostrano.

Gli avvertimenti della Coldiretti sul prodotto italiano imitato

Oltre alla serie infinita di taccheggi al supermercato, il sindacato mette in risalto anche la bassa qualità, sul mercato nero, che un prodotto italiano sta mostrando. Ovviamente, il commercio legale mostra sempre il grande prestigio che il suo nome esporta a livello internazionale. Addirittura, si è parlato di una serie di furti che hanno toccato i 2 mila articoli nei depositi di stoccaggio e negli stabilimenti.

Forma intera di Parmigiano Reggiano
Una forma di Parmigiano Reggiano (AdobeStock)

Come l’immagine dimostra, stiamo parlando proprio del Parmigiano Reggiano Dop. Le imitazioni superano i 300 milioni di chili in un anno, di cui poco meno della metà provengono dagli States. Anche la Comunità Amish è finita sotto l’occhio del ciclone, dato che produce del Parmesan di tipo vegano, addirittura vincitore di un premio negli Usa.

Sono molte le nazioni coinvolte in questo sfregio al prodotto Dop italiano. Anche in Russia vi è un modello cirillico. Ma sembra un fenomeno internazionale di alto livello, visto che anche in Brasile e in Australia si effettuano attività del genere. A farne le spese, oltre che alla reale casa produttrice, famosa per l’habitat in cui riesce a generare tale squisitezza, è tutta l’economia nostrana.

 

Spicchio di Parmigiano
Lo spicchio di una forma di Parmigiano Reggiano (AdobeStock)