Antonino Cannavacciuolo: scopri quanto costa il pranzo di Pasqua nel suo ristorante

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Vediamo quanto costa mangiare il menù di Pasqua di Antonio Cannavacciuolo. Prelibatezze in ogni dove a un prezzo unico.

I giorni della Resurrezione di Cristo si avvicinano e le famiglie italiane sono pronte a riunirsi, in casa o nei ristoranti. Per quanto riguarda i menù, ve ne sono di ogni genere e si va dagli antipasti al dolce dritti fino ad avere la pancia piena del tutto. Anche lo chef Antonio Cannavacciuolo ha messo in atto la sua strategia per l’importante pranzo di Pasqua. Andiamo a vedere cosa propone e a quali costi.

Primo piano Cannavacciuolo
Antonio Cannavacciuolo nelle vesti bianche da chef (WebSource)

Descrivere il suo percorso lavorativo è facilissimo, dato che tutti lo conoscono come il 5 volte premiato con le stelle Michelin. Queste gli sono state conferite tra Orta San Giulio, Vico Equense e Tornino. Oggi, lavora presso la struttura alberghiera di Villa Crespi, ad Orta San Giulio. Questa è una dimora storica costruita nel 1879, grazie alla volontà dell’imprenditore Benigno Cristoforo Crespi.

L’uomo è molto noto anche per le attività svolte in televisione. Infatti, come severo, ma simpatico giudice, ha preso parte ai programmi Masterchef Italia, Cucine da incubo, Antonio Chef Accademy e tanti altri.

Il menù di Pasqua proposto da Antonio Cannavacciuolo

Quello che ci si aspetta da un locale tristellato e dal 5 volte stella Michelin è tanta qualità, ma meglio non badare al prezzo. Questi pasti, per delle famiglie con stipendi normali, sono di quelli che si fanno poche volte nella vita, se non soltanto una. Comunque, per chi ne avesse la possibilità, meglio andare a provare, di certo non si rimarrebbe delusi da cotanta esperienza e, chissà, magari è possibile anche farsi un selfie con la celebrità.

La pasta a paccheri
Mezzi paccheri ancora da cuocere su un piano bianco (AdobeStock)

Il menù pasquale consiste in un pieno di tutto, dall’antipasto al dolce e il prezzo  finale è di ben 190 euro a persona. Meglio non lasciare niente sul piatto, quindi, magari lo chef può anche arrabbiarsi:

  • Si parte col buon viaggio dello chef.
  • A seguire ricciola in crosta di pane, salsa all’aglio e cime di rapa.
  • Si passa, poi, al primo; Mezzi paccheri, ricci, salsa yakitori e lime.
  • come secondo c’è il plin di anatra, latte di bufala e zuppetta di fegato grasso.
  • Ancora con la carne poi; capretto in crepinette, animelle e carciofi.
  • un bel pre dessert.
  • Il dessert della Villa.
  • Infine, Colomba, babe le code di aragosta.
Colomba di Pasqua
Colomba pasquale su un piano di colore bianco (AdobeStock)