Carne alla Picchiapò, la ricetta di recupero delle hosterie di Roma

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I veri romani sicuramente la conoscono e l’apprezzano moltissimo, la carne alla Picchiapò e una buonissima ricetta di recupero.

In questo periodo invernale, molto spesso prepariamo sempre pasti caldi che ci danno benessere sopratutto nelle giornate molto fredde, uno di questi è il brodo di carne che piace a tutta la famiglia. C’è chi aggiunge i tortellini, o la pasta all’uovo come i quadrucci insomma è un piatto veramente buono. Ma quante volte capita però che non sappiamo come usare il bollito e a malincuore viene buttato via?

Ora vi raccontiamo la storia di questo fantastica ricetta romana nata quasi per necessità, una vera ricetta di recupero piena di sapore. Tutto nasce dal brodo di carne che in tempi storici veniva preparato nei giorni di festa, perchè di soldi c’è n’erano pochi. Veniva servita dalle osterie romane, nella zona di Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio, utilizzavano gli scarti di alcuni tagli di carne per servire prima un brodo caldo e poi una bella padellata come secondo accompagnato dal pane casereccio.

Cosa se ne facevano le nostre nonne della carne che avanzava chiamata in gergo allesso? Qui entrano in gioco proprio loro, le mamme e le nonne di una volta che cercavano sempre di non far sprechi in cucina e quindi si inventavano di tutto per tirare fuori delle ottime ricette senza buttare via nulla. Ma veniamo al dunque ma perchè  si chiama Picchiapò? Probabilmente deriva dal fatto che la carne veniva “picchiata” sul tagliere per renderla più morbida.

Non dimentichiamoci però che “Picchiabò” era anche il nome del protagonista di un sonetto del Belli, e di quello di una favola di Trilussa.

Ecco il procedimento per fare la carne alla Picchiapò

  • mezzokilo di bollito di manzo
  • mezzokilo di pomodori pelati
  • 2 foglie d’alloro
  • q.b sale
  • q.b olio
  • q.b pepe
  • 1 cipolla rossa
  • q.b mentuccia
foto da canva

Procedimento

Prendete un tegame capiente e metteteci la cipolla tagliata a fettine, fatela rosolare qualche minuto con un pò di olio, ora aggiungete il bollito che avrete sfilacciato in precedenza, regolate di sale e pepe e lasciate cuocere per qualche minuto. Le nostre nonne a questo punto aggiungevano i pelati rotti con le mani, ma se non volete sporcarvi le mani basterà schiacciarli con una forchetta. Raggiunto il bollore lasciate cuocere per altri 15 minuti. Se ne avrete fatto abbastanza potete conservato in frigorifero per circa 2/3 giorni o altrimenti potete congelarlo per un mese, quando vi servirà basterà scongelarlo e scaldarlo a fuoco basso.

foto da canva