Pasta liscia o rigata, lo chef Gennaro Esposito lascia tutti senza parole

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Pasta liscia o pasta rigata? La diatriba è forte sull’argomento ed è arrivato lo chef Gennaro Esposito a chiarire la situazione.

La lotta contro chi preferisce la pasta liscia e chi invece sostiene sia meglio quelal rigata è infinita e di tanto in tanto qualcuno cerca di tirare acqua al suo mulino in tutti i modi possibili. Ma stavolta è arrivato lo chef Gennaro Esposito a mettere un punto una volta per tutte e spiegarvi perché dovreste decisamente preferire quella liscia.

È con un articolo del Corriere della Sera che lo chef Gennaro Esposito ha messo finalmente un punto all’eterno scontro tra pasta liscia e pasta rigata. Secondo il cuoco, infatti, ci sono validissimi – e scientifici – motivi per cui la prima è meglio della seconda e nettamente da preferire quando siete indecisi al supermercato su quale delle due comprare per il vostro primo piatto della domenica. Vediamo cosa ha spiegato lo chef Esposito.

Gennaro Esposito preferisce la pasta liscia

Lo chef Esposito ha esplicitamente dichiarato come la pasta liscia, in particolare le penne, sia una grande incompresa della nostra tradizione culinaria e di come siano in tantissimi a credere erroneamente che quella rigata sia meglio, che trattenga più il condimento e che abbia una cottura migliore. “La maggior parte della gente, infatti, è convinta che le penne rigate, frutto di una lavorazione semplificata da parte di chi non aveva sufficiente esperienza in materia (siamo al Nord, un paio di secoli fa), siano da preferire perché trattengono maggiormente il sugo solo per il fatto di avere una superficie zigrinata. Ma è pura fantasia. La realtà è un’altra e la dimostro”

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Le parole dello chef non lasciano spazio a nessun dubbio, ma c’è di più. Esposito, infatti, ha proseguito la sua spiegazione al Corriere della Sera con un pratico esempio che permette di capire perché le penne rigate non siano migliori di quelle lisce:”Se noi tagliamo a metà una penna rigata notiamo, in sezione, un cerchio costellato di tante punte. Per cuocere le quali servono in genere 6 minuti, contro i 9 che occorrono per arrivare al cuore della pasta stessa. Un divario di tempo importante, ben 3 minuti, che si traduce in una “stracottura” delle punte.”

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Se non siete ancora convinti a comprare la pasta liscia, Esposito spiega anche come quest’ultima sia la migliore quando si tratta di condimenti e sughi, a differenza di quanto si possa pensare: “Quando, a fuochi spenti, andremo a condire la pasta, dalle punte stracotte, quindi facilmente sfaldabili, uscirà una sorta di emulsione ricca di amido che finirà per interferire con il sugo, mortificando il lavoro di equilibrio fatto in precedenza dallo chef.” Avete ancora dubbi?