Lutto nel mondo della cucina: grande rammarico, senza di lei non sarà più lo stesso

Il mondo della ristorazione e della cucina è in lutto e piange la morte di una persona davvero speciale: ecco di chi si tratta.

Certi lutti fanno male più di altri e quando certe persone se ne vanno per sempre lasciano un vuoto incolmabile in tutti quelli che le hanno conosciute o hanno avuto a che fare con loro.

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Oggi 31 gennaio ci ha lasciati un grandissimo nome della ristorazione, della cucina e – soprattutto – dell’enologia italiana. Si tratta di Silvia Maestrelli, pioniera dell’enologia in Italia ed esempio di donna forte, determinata e di successo, deceduta a soli 54 anni dopo una lunga malattia che l’ha strappata all’affetto dei suoi cari e di tutti quelli che hanno lavorato assieme a lei.

Morta a 54 anni Silvia Maestrelli: i dipendenti in lutto

Silvia Maestrelli nasce a Firenze nel 1967 ma lavora tutta la vita nella bellissima Sicilia, sull’Etna, diventando pioniera della produzione e della distribuzione del vino siciliano. Suo padre e sua madre erano imprenditori proprietaria di una nota tenuta a Cerreto Guidi. Fino alla sua morte Silvia ha lavorato alla “Tenuta Fessina”, nata nel 2007, e che ha reso Silvia la prima donna produttrice di vino alle pendici dell’Etna. Le parole dello staff dell’azienda vinicola, dopo la sua morte, hanno commosso tutti.

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“Sei stata un faro ed un esempio per tutti noi” – hanno scritto i dipendenti e i colleghi – ” attraverso la tua sensibilità e la tua gentilezza ci hai insegnato cosa vogliano dire sacrificio e passione, amore per un lavoro e cura per le cose care. Hai creato un progetto e nel contempo una casa, un’azienda, ma anche una famiglia. Quello che lasci oggi non è solo un ricordo ma un tesoro, un dono che porteremo con noi per sempre. La tua energia, la tua generosità e la tua forza ci accompagneranno nei momenti più difficili.

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La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della ristorazione e dell’enologia, che ha perso una donna forte e combattiva, che ha dato nuova vita alla produzione vinicola siciliana e ha dimostrato grande spirito imprenditoriale e amore per il territorio e la regione che l’ha accolta per tantissimi anni di lavoro. “Fare vino al Sud è impresa ardua” – diceva Silvia in un’intervista – “per le caratteristiche particolari di questa terra meravigliosa su cui ho scelto di impegnarmi. L’Etna con la sua incandescenza mi rigenera a ogni nuova vendemmia.”

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